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Perché la maggior parte dei blog non crescerà mai (e cosa ho capito analizzandone decine)

Negli ultimi mesi ho analizzato decine di blog appena nati: blog personali, blog di marketing, progetti SEO, siti creati con entusiasmo e abbandonati dopo poche settimane. Tutti avevano una cosa in comune: non sarebbero mai cresciuti. Non per colpa di Google, non per mancanza di fortuna, ma per errori strutturali che si ripetono sempre uguali.

In questo articolo voglio spiegarti perché la maggior parte dei blog non crescerà mai e cosa ho imparato osservando, testando e sbagliando in prima persona. Non troverai la solita guida teorica, ma considerazioni pratiche e concrete.

L’illusione iniziale: “Scrivo e Google mi premierà”

Uno degli errori più comuni è pensare che basti pubblicare articoli per ottenere traffico. Molti aprono un blog convinti che Google sia una sorta di giudice imparziale che premia automaticamente chi scrive di più. La realtà è diversa.

Google non premia chi scrive tanto. Premia chi risolve meglio un problema rispetto agli altri.

Quando ho iniziato a lavorare su blog tematici, anch’io pubblicavo articoli generici: definizioni, guide base, contenuti che esistevano già in decine di versioni simili. Risultato? Indicizzati sì, ma invisibili.

Errore #1: contenuti generici e senz’anima

La maggior parte dei blog nasce con articoli come:

  • “Cos’è la SEO”
  • “Come guadagnare online”
  • “Come aprire un blog”

Il problema non è l’argomento, ma l’approccio. Sono contenuti scritti senza esperienza, senza esempi reali, senza punti di vista. Google li vede come contenuti intercambiabili, sostituibili, inutili.

Quando ho iniziato ad analizzare blog falliti, ho notato che molti avevano articoli lunghi ma vuoti: tante parole, zero valore reale.

Errore #2: ossessione per AdSense (quando il blog è troppo giovane)

Un altro errore enorme è focalizzarsi subito su AdSense. Molti blogger aprono un sito e pensano: “Appena mi approvano AdSense, inizio a guadagnare”.

La verità è che un blog giovane non guadagna con AdSense. Punto.

Nel mio caso, al momento non guadagno con AdSense perché il blog è ancora giovane e non ha volumi di traffico sufficienti. Ed è normale. Chi ti dice il contrario o mente, o ha iniziato dieci anni fa.

Il problema è che questa ossessione blocca tutto il resto: strategia, contenuti, monetizzazione alternativa.

Errore #3: paura di esporsi e di sembrare “non esperti”

Molti blogger scrivono in modo impersonale per paura di esporsi. Evitano di dire “io”, evitano di raccontare esperienze, evitano di prendere posizione.

Ma Google oggi valuta fortemente l’esperienza. Un contenuto che non mostra alcuna esperienza reale è, per Google, meno affidabile.

Quando ho iniziato a inserire esperienze personali verosimili, test reali, errori commessi e soluzioni adottate, ho notato una cosa chiara: gli articoli iniziavano a trattenere di più gli utenti.

Errore #4: nessuna strategia editoriale

Molti blog pubblicano articoli a caso, senza un piano. Un giorno parlano di SEO, il giorno dopo di social, poi di guadagni online. Google non capisce di cosa si occupa davvero il sito.

Un blog che cresce ha:

  • una nicchia chiara
  • una linea editoriale coerente
  • articoli che si collegano tra loro

Quando ho iniziato a pianificare contenuti più tecnici, casi studio e articoli specifici, la percezione del sito è cambiata.

Cosa ho fatto di diverso (e perché funziona)

A un certo punto ho smesso di inseguire guide generiche e ho cambiato approccio:

  • Ho scelto query specifiche, spesso poco competitive.
  • Ho scritto articoli basati su problemi reali.
  • Ho inserito esperienza personale e analisi concrete.
  • Ho monetizzato subito, senza aspettare AdSense.

Ad esempio, invece di spiegare “cos’è il social media marketing”, ho iniziato a spiegare come lo applico realmente, cosa funziona e cosa no.

Come monetizzo un blog giovane

Dato che AdSense non è ancora una fonte di guadagno per un blog giovane, ho scelto una strada diversa: vendere servizi.

Gestisco un pannello dove offro servizi di social media marketing e SEO a prezzi molto competitivi: like, follower, visualizzazioni, engagement e servizi utili per chi vuole crescere online.

Questo approccio ha due vantaggi:

  • Monetizzazione immediata
  • Coerenza con i contenuti del blog

Chi è interessato può dare un’occhiata qui: pannello servizi social e SEO

Non vendo fumo: offro strumenti pratici a chi sa già cosa sta facendo o vuole testare.

La verità che pochi dicono

Google non penalizza un argomento già trattato. Penalizza contenuti inutili.

Puoi scrivere anche dell’argomento più inflazionato del mondo, ma se lo fai:

  • meglio degli altri
  • con più esperienza
  • con più chiarezza
  • con più utilità reale

… Google ti ascolta.

Conclusione

La maggior parte dei blog non crescerà mai perché nasce senza strategia, senza identità e senza coraggio. Crescono quelli che:

  • accettano di sbagliare
  • si espongono
  • risolvono problemi reali

Se anche tu hai un blog che fatica a decollare, raccontamelo nei commenti. Se questo articolo ti è stato utile, condividilo: potrebbe aiutare anche altri a evitare gli stessi errori.

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